UN RICATTO PLANETARIO

 

La privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo su scala mondiale ci pone prepotentemente di fronte al dramma che sta vivendo non solo l’Italia ma l’intero pianeta e rappresenta un segnale per certi aspetti inquietante che non può rimanere inascoltato e necessita di un’interpretazione non impulsiva o demagogica, ma frutto di una ponderata riflessione. La privatizzazione dell’acqua in Italia risponde a un direttiva europea e anche a un trend mondiale, che può essere giudicato in vari modi. Molti oculati osservatori temono però che la privatizzazione su scala mondiale dell’acqua si trasformi in un ricatto planetario a spese dei più poveri. Non a caso nel business dell’acqua sono già entrate da tempo le più grandi Corporation e Multinazionali, tra cui Vivendi, Suez, Bechtel e Monsanto, quella che sta diffondendo ovunque nel mondo gli OGM e creando un monopolio di brevettazione delle sementi, per cui ogni povero contadino dovrà pagar loro i diritti per seminare quelle 4 o 5 qualità di grano e mais, quando una volta e n’erano 10.000. Allora chiediamoci: è veramente questo il mondo che vogliamo? Il fallimento evidente dei nostri alti ideali religiosi e politici ci porterà dunque al cinismo totale, e dalla ricerca di un Dio, uno e trino, ci convertiremo tutti al Dio quattrino? Il pianeta si sta affidando a una plutocrazia (controllo totale dei più ricchi), che ci ha letteralmente incantati, proprio come tutte le vecchie e consunte ideologie, in una corsa al ribasso etico dove tutto diviene merce di vendita e nulla di scambio umano, forse una tragica consolazione a una vita senza autenticità e valori.