Le aberrazioni alimentari degli umani
Un sistema perverso

Noi esseri umani siamo bizzarri, distinguiamo tra animali buoni da 'coccolare' (i nostri cari cani e gatti) e animali buoni da 'mangiare' (maiali, vitelli, polli, ec). Perché quindi prendersela con i cinesi che mangiano i cani? Ogni anno uccidiamo tra i 50 e i 70 miliardi di animali per la nostra alimentazione. Non si tratta solo di un problema etico, ma anche ecologico e salutista. Una stalla di 500 vacche produce deiezioni organiche pari a una metropoli di diversi milioni di abitanti, per fare un chilo di manzo servono due tonnellate d'acqua, il 40% della superficie del pianeta viene impegnata per l'alimentazione di animali da carne o da latte (un altro paradosso di cui parleremo in seguito) mentre potrebbe sfamare due volte la popolazione umana della terra. Il problema della fame del mondo è quindi soprattutto un problema culturale, di equa distribuzione delle risorse. Un americano medio ingurgita in un sol giorno il doppio di calorie di un europeo. La sua 'impronta ecologica' (ovvero il numero di ettari coltivati che servono ad alimetarlo) è spaventosa. In realtà la Terra non è già più in grado di soddisfare i vizi della sovralimentazione occidentale, che divora cibo malsano in modo smodato e compulsivo per sopperire ad altre carenze. Il cibo è infatti diventato uno dei tanti surrogati della felicità. Inoltre la carne contiene molte tossine e il nostro intestino, che è molto più lungo di quello dei carnivori predatori, lo assorbe nell'organismo, provocando alla lunga danni alla salute. Per non parlare del modo degradante in cui vengono allevati gli animali. In Francia il 50 % dei bovini, almeno per 6 mesi l'anno, vive al pascolo (c'è molta terra e costa poco) qui sono tutti stabulati e riempiti di antibiotici a scopo preventivo perché la stretta vicinanza potrebbe portare a epidemie. E dove vanno a finire poi questi antibiotici e i residui dei cosiddetti promotori della crescita (ormoni)? Nel nostro corpo...
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